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Sono 4 volte che viaggio in Etiopia con Mercy in Action. E ogni volta scopro qualcosa di diverso.

Erano 2 anni che cercavamo di organizzare il nostro ritorno nelle missioni dell’Etiopia, ma ogni volta il viaggio è sfumato a causa del COVID. Per chi – come me – cerca in questa esperienza un baricentro per la propria vita quotidiana, sono stati anni ancor più faticosi. Allo stesso tempo, l’attesa ha affinato i sentimenti, portandomi a cercare nuovi modi per mostrare l’amore verso quei luoghi: così sono diventato un volontario a tutti gli effetti.

Finalmente l’Etiopia! Una data per il viaggio

Ero in uno stato di attesa continua, legata alle nuove difficoltà di questo 2022: la guerra in Etiopia continua, oltre ai problemi legati al COVID (nonostante bei segnali riguardo la loro campagna vaccinale). Un giorno arriva la chiamata della responsabile dei viaggi per Mercy in Action, Suor Maria: vuoi partire fra 18 giorni? Dovevo sentire la famiglia, il lavoro, gli operai che avevo a casa. Eppure quasi subito ho detto: SÌ, PARTIAMO. Lo chiamano mal d’Africa, ma è molto di più.

È un rapporto d’amore, che ognuno declina secondo la propria sensibilità.

Wolisso, cosa sta cambiando?

110 km. È quanto separa Addis Abeba da Wolisso. Per me è la distanza che separa il tempo della vita quotidiana da quello della missione. Ci vogliono almeno 3 ore per quei 100 km, anche molto di più… dipende dalla strada e nessuno in Italia se ne potrebbe capacitare. Eppure sembra sempre che il viaggio non basti mai a prepararsi all’emozione dell’arrivo.

Wolisso è la prima tappa, lo è sempre stata. Per questo è facile notare anche i piccoli cambiamenti, le differenze nei volti, nelle persone, nelle strutture. Ispira molta felicità pensare al piccolo o grande contributo che si è potuto dare ad ogni progetto. Ancora più soddisfazione deriva dal nostro lavoro di progettazione, raccogliendo dati e parlando con le Suore e gli operatori. Spesso tendiamo a metterci al posto dei nostri beneficiari, pensando di sapere già cosa sia meglio per loro… assecondiamo un’immagine retrograda di questi splendidi luoghi e delle persone che li abitano.

Invece, quando un progetto nasce dall’ascolto, noti immediatamente la differenza.

Come durante i lavori preliminari per il nuovo Asilo Nido realizzato grazie al Distretto Lions 108 A, le ultime finiture del campo da basket nella scuola di Wolisso, i colloqui con Suor Pasqualina sul futuro della Dental Clinic (sempre grazie ai Lions), il progetto del Lions Club Jesi per le lampade solari della Scuola Elementare.

Ho trovato una comunità in continua evoluzione, la necessità di sviluppare progetti nuovi, volti al benessere e al progresso sociale. Non è tanto una questione di mancanza dei servizi, quanto la difficoltà ad accedervi.

Per questo è stato sorprendente assistere ad una delle prime visite nella nuova Dental Clinic di Wolisso: su 5 bambini vistati, Suor Pasqualina ha trovato qualche problema di igiene orale in almeno 4 di loro. Mentre la guardavano, un po’ smarriti e spaventati all’idea di essere visitati, ho iniziato a sognare il futuro di questo progetto.

Getche: la risposta alla fame

Dopo Wolisso, è stata la volta della missione di Getche. Qui si sviluppano la Clinica, la Scuola Elementare, uno splendido e rigoglioso orto, con tanto di piante di caffè e – soprattutto – il nuovo forno costruito grazie alla campagna di raccolta fondi per Suor Delia.

In meno di una giornata trascorsa in questa missione è difficile farsi un’idea precisa dell’importanza di questo presidio in un territorio tutto sommato rurale. Basta fermarsi un momento ad osservare il continuo arrivo di pazienti per la clinica, la capanna allestita per le partorienti – per non costringerle a tornare a casa in attesa del travaglio – o semplicemente i filari di verdura. Osservare la qualità di queste piante mi ha fatto pensare all’ultima volta che ho avuto il coraggio di afferrare un pomodoro e addentarlo senza pensieri. Era nel giardino di mio nonno.
Questo grazie alla forza del progetto Capre e Cavoli.

C’è serenità, un clima che ispira la condivisione… sembra di essere vicini al cuore delle cose. Così per un appassionato di cucina come me è stato meraviglioso vedere azionato il nuovo forno e condividere le nostre ricette con le Suore, le dipendenti e le persone che hanno trovato in questa realizzazione una risposta alle loro esigenze.

Il racconto di questa pizza a Getche

Per il prossimo viaggio in Etiopia? Sogno dentisti e musicisti

Arriva infine il momento di tornare a casa. Tante volte mi sono trovato a pensare: cosa devo fare? Ha senso dover ripartire ogni volta quando hai appena cominciato a scrollarti dell’imbarazzo che ogni europeo prova a contatto con questo paese? È possibile essere dei semplici viaggiatori, senza scegliere piuttosto di spostare la propria vita? Non è una piccola grande ipocrisia, la mia?

Non saprei ancora dare una risposta, semplicemente so che qui ritrovo l’equilibrio. La serenità. La voglia di immaginare. È il luogo lontano in cui mi sento di nuovo vicino agli altri e a me stesso.

Così già penso al prossimo viaggio in Etiopia, al prossimo ritorno. Tutto ciò che vorrei è di portar con me altre persone, per sognare insieme. Immagino di condividere l’esperienza con altri colleghi musicisti, per creare insieme qualcosa di unico… ma anche con un team di dentisti, per fargli conoscere la nuova Dental Clinic e la meravigliosa suor Pasqualina.

Continuo a sognare, ma intanto lavoro alla ricerca di volontari. Aspettando la prossima chiamata di Suor Maria.

La testimonianza è di Alfredo Bruno. Vuoi diventare anche tu un volontario di Mercy in Action in Italia? Vuoi partecipare al nostro prossimo viaggio? Contattaci all’indirizzo: [email protected]

Nella missione di Getche Etiopia